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23 Giu 2020

Essere celiaci fuori casa

Dopo aver imparato cosa significa mangiare senza glutine e come cucinare senza glutine, è importante capire come comportarsi fuori casa. Innanzitutto ci si deve rendere conto che questo è possibile, che non è qualcosa della cui esistenza dobbiamo dimenticarci dal momento in cui veniamo diagnosticati. È ancora possibile mangiare in ristorante, andare in pizzeria con gli amici, prendere un gelato da passeggio, entrare in un bar per un caffè. Solo che è tutto un pochino più complicato e non è detto che ogni locale sia preparato per le nostre esigenze. In primo luogo non ci si deve assolutamente vergognare di essere celiaci e bisogna capire che è importante per la nostra salute non essere timidi e chiedere sempre informazioni, anche ovvie, in bar e ristoranti. 

Partiamo dalla cosa più semplice: vogliamo un caffè o un succo di frutta al bar. Come fare? La cosa fondamentale quando si ordina un caffè in un bar è chiedere se la macchina da caffè viene utilizzata per preparare solo caffè o anche orzo (che ricordiamo essere vietato per i celiaci), se il barista ci risponde che la macchina è sicura e viene usata solo per il caffè, per noi non ci sono problemi e quel caffè non ce lo toglierà nessuno. Se invece la macchina è “promiscua”, cioè usata sia per l’uno che per l’altro è meglio evitare (ma vi posso assicurare che in 10 anni e rotti di celiachia non mi è mai capitato, questo perché ormai quasi tutti i bar hanno una macchinetta a parte per l’orzo). Per il succo di frutta basta chiedere di leggere l’etichetta e assicurarsi che il prodotto è idoneo da Abc (l’elenco redatto dall’AIC con gli alimenti idonei, a rischio, vietati) o, se ha ingredienti extra abbia la scritta senza glutine in etichetta. 

Se si prende un aperitivo analcolico bisogna ricordare che tutte le bevande analcoliche frizzanti e senza edulcoranti sono sempre idonee. Per le bevande alcoliche, invece, si può optare per un prosecco o una birra senza glutine, mentre per le patatine bisogna chiedere al cameriere se è presente la scritta senza glutine sulla confezione, mentre gli arachidi tostati sono idonei se contengono solo olii e sale. 

Per aiutarci nella gestione dell’alimentazione fuori casa sempre l’Associazione Italiana Celiachia ha creato un network di ristoranti che sono formati nel gestire il cliente celiaco, ma anche nei ristoranti aderenti al network “Alimentazione fuori casa” (questo il nome del progetto) bisogna sempre far presente di essere celiaci e, in ogni caso, stare sempre attenti. 

È bene sapere che l’adesione al network AFC è volontaria e che non è detto che in un locale non aderente a questo progetto non sappiano gestire altrettanto bene la cucina senza glutine, stando attenti al benessere del celiaco. 

In 7 regioni italiane (Basilicata, Emilia Romagna, Liguria, Piemonte, Puglia, Toscana, Umbria) ci sono leggi specifiche che normano i comportamenti di quegli esercizi che decidono di avere un’offerta senza glutine (anche in questo caso non è un obbligo, ma una scelta, se il ristoratore decide di fare anche cucina senza glutine idonea per celiaci è tenuto, però, a seguire la legge regionale in atto).  Nella regione Lombardia non vi è una norma, ma sono state promulgate linee guida specifiche per fornire indicazioni dedicate al controllo della produzione, somministrazione e vendita diretta di alimenti non confezionati per i quali viene dichiarata l’assenza di glutine. È a discrezione del titolare di un esercizio, anche per i locali ubicati in queste regioni con espressa normativa a riguardo, scegliere se aderire o meno al progetto AFC. Viceversa, nelle regioni con specifica norma locale, è obbligatorio anche per gli esercizi aderenti al network adeguarsi ai requisiti previsti dalle normative regionali.

Come ci si comporta invece in un locale che non ha una formazione specifica in una delle regioni senza normativa specifica in materia? Purtroppo non sempre è possibile trovare nella nostra città o nel luogo dove siamo in vacanza (sia questo in Italia o all’estero) locali aderenti al progetto AFC (che è una realtà solo italiana). In questo caso è molto importante essere diretti e fare tutte le domande necessarie. Se è possibile sarebbe meglio informarsi prima, telefonando e chiedendo informazioni. Se si è invitati da amici o parenti per compleanni, ricorrenza o cerimonie dovrà essere nostra cura chiedere al nostro ospite se ha fatto presente la nostra esigenza e in ogni caso telefonare all’esercente per chiedere informazioni. Purtroppo non in tutti i locali è possibile avere pietanze specifiche senza glutine e forse ci si dovrà portare dei crackers o del pane, ma se il locale non è molto preparato sarà necessario accontentarsi e ordinare cibi semplici e naturalmente senza glutine facendo ben presente l’importanza che i nostri piatti siano gestiti in assoluta sicurezza e quindi cucinati in padelle o pentole pulite, senza l’uso di intingoli o sughi particolari. Forse in alcuni casi sarà necessario optare per un antipasto semplice (prosciutto crudo e melone, mozzarella e pomodorini) per poi scegliere un secondo che potrà essere carne o pesce alla griglia, affettati, formaggi, insalata o verdure grigliate, il tutto preparato con pentole e utensili puliti. Molto spesso in questo tipo di realtà, senza formazione o attenzione specifica, saremo costretti a rinunciare al dessert, ma sono certa che sapremo rifarci in qualche modo quanto prima.  

Due realtà dove la promiscuità è all’ordine del giorno e dove potrebbe essere più difficile riuscire a mangiare senza glutine sono le pizzerie e le gelaterie. Le pizzerie perché, se non è presente anche un ristorante annesso, sono uno i luoghi, assieme alle pasticcerie e ai panifici, più contaminati possibili. La pizzeria che non abbia una preparazione ad hoc su come trattare il cliente celiaco e che non prepari impasti specifici senza contaminazioni, non è un luogo che mi sento di consigliare.

Per la gelateria bisogna tener presente che spesso i gusti sono mischiati e che i coni mentre vengono riempiti possono facilmente sbriciolare sulle carapine piene di gelato rendendolo per noi non sicuro. Anche se non avrà lo stesso fascino, se il gelataio dichiara di non poter garantire la sicurezza del gelato e della materia prima utilizzata, è meglio optare per un gelato confezionato, visto che se ne trovano ormai tantissimi completi di scritta senza glutine in etichetta. 

Riguardo all’alimentazione senza glutine la questione principale però è soprattutto mentale: non dobbiamo credere che queste regole o che la nostra condizione debba essere limitante. Un/a celiaco/a può e deve poter fare qualsiasi cosa: dalla gita al mare, all’escursione, al viaggio in città sconosciute, alla scoperta dell’arte locale. L’importante è sempre e solo uno, conoscere per capire come comportarsi e per organizzarsi al meglio. Non dobbiamo permettere a nessuna persona e a nessuna situazione di renderci infelici o di non godere appieno di una giornata con gli amici o in giro per il mondo. 

Il chiosco vicino al mare non ha nulla senza glutine? Non lasciamoci sorprendere e portiamo con noi il necessario per il picnic o la merenda: un’insalata di riso, un panino gf, degli affettati, dei taralli, un frutto, dell’insalata. 

Dobbiamo per lavoro restare fuori a pranzo? Portiamoci qualcosa di pronto o qualcosa di facile da mangiare al volo: uno yogurt gf, una barretta idonea, una fetta di torta salata preparata in casa il giorno prima. 

Fondamentale è organizzarsi e non farsi mai trovare impreparati, il segreto è portarsi sempre qualcosa con sé, come se questa fosse l’unica possibilità, in questo modo saremo sempre sicuri di poter mangiare qualcosa, e quando o se dovessimo invece trovare un’alternativa possibile e sicura per noi, questa non potrà che essere una vittoria e una fonte di gioia. Mai aspettarsi che le cose accadano per magia, ma quando accadono sarà possibile gioire come bambini! 

In ogni caso, a breve, anche su questo sito sarà possibile consultare un elenco di locali che servono cibo senza glutine correlato dai commenti degli utenti. Restate connessi e ne scoprirete delle belle!

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