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26 Mag 2021

Celiachia, allergia e sensibilità: come distinguerle?

SI sente spesso – ma ancora non abbastanza – parlare della differenza tra celiachia, allergia al grano e sensibilità al glutine. Tre diagnosi molto diverse tra loro ma sulle quali si fa ancora molta confusione, anche a causa dei sintomi, molto vaghi e generici, soggettivi e soprattutto molto simili tra loro. A queste si aggiungono poi la sindrome dell’intestino irritabile, le malattie infiammatorie intestinali e altre intolleranze alimentari che arrecano gli stessi disturbi. Per questo è importante fare un po’ di informazione e di chiarezza.

Le celiachia

Tanto per cominciare, la celiachia è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. I suoi sintomi sono generalmente disturbi intestinali, gonfiore, digestione lenta. Tra i campanelli d’allarme più evidenti ci sono la carenza di ferro e un immotivato aumento delle transaminasi (2-3 volte più alte rispetto alla norma). Nelle donne i sintomi caratteristici possono essere abortività, infertilità, stomatite aftosa. Negli uomini, invece, un segno importante è la carenza di smalto.

Come si cura la celiachia

Dalla celiachia non si guarisce. L’unita terapia attualmente è una dieta completamente priva di glutine a tempo indeterminato.

L’allergia al grano

Esistono poi delle forme di allergia al grano che somigliano molto, nei sintomi, alla celiachia. Le persone che lamentano dei disturbi simili alla celiachia dopo l’ingerimento di pane e pasta, ma che siano risultate negative ai test diagnostici, potrebbero avere altre forme di allergia ad una delle cinque proteine del grano (non necessariamente al glutine). I casi di allergia al grano sono molto più frequenti di quanto si pensi.

Come si cura l’allergia al grano

Il trattamento dell’allergia al grano consiste in una dieta priva dei prodotti del grano, sotto la stretta guida di un allergologo. Talvolta i medici ricorrono anche all’aiuto di farmaci antistaminici o cortisonici.

Ipersensibilità al glutine

C’è poi la cosiddetta ipersensibilità al glutine su cui da anni è aperto un acceso dibattito tra chi ritiene che non esista e sia solo frutto di suggestione e chi, al contrario, lo considera un vero e proprio problema clinico che tocca una fetta consistente della popolazione, circa il 6%. Qual è allora la verità? La verità è che la sensibilità al glutine esiste ma è molto meno frequente di quanto si ipotizzi, riguardando una frazione esigua della popolazione generale, circa l’1%, molto lontano dal 6% ipotizzato.

L’elemento suggestione gioca sicuramente un ruolo di primo piano in svariati casi. Infatti il Dott. Marco Silano – direttore dell’Unità Operativa di alimentazione nutrizione e salute dell’Istituto Superiore della Sanità – racconta di un esperimento su alcuni pazienti che si diagnosticavano l’ipersensibilità e che lamentavano mal di pancia, sonnolenza e stanchezza dopo aver mangiato cibi con il glutine. È stato dimostrato che somministrando loro glutine sotto forma di compressa, senza che questi ne fossero consapevoli, i sintomi sono spariti nella maggioranza dei casi.

Come si cura l’ipersensibilità al glutine

Chi ha una ipersensibilità al glutine deve capire quali siano i cibi più difficili da digerire e a quali dosaggi. Questo perché c’è una forte variabilità individuale. Su un mal di pancia possono incidere molti elementi come lo stress, quindi ognuno deve identificare la dieta giusta per sé, ascoltando i sintomi e facendosi guidare da un medico.

Come distinguere celiachia, allergia al grano e ipersensibilità al glutine?

Attenzione alle autodiagnosi! Per determinare quale sia il disturbo che provoca fastidi occorre procedere con esami diagnostici per esclusione, fino ad essere certi che si tratti (o non si tratti) di celiachia.

E in ogni caso è bene ricordare che il glutine è “pesante” per tutti e qualche difficoltà digestiva, soprattutto se il pasto ne è ricco, va messa in conto. Ciò soprattutto in chi soffre di colon irritabile e ha una soglia di sopportazione della fermentazione intestinale più bassa rispetto alla norma, che porta a dolore, gonfiore e diarrea.

Dunque, non ci stancheremo mai di ribadirlo, non fate autodiagnosi. I sintomi sono molto simili tra loro, spesso coincidenti. Il solo vero modo di capire cosa abbiate è fare i test con la guida di un medico.

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