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23 Giu 2021

Vaccino ai celiaci: oltre 73mila rimangono esclusi dalla priorità

Priorità di vaccinazione ai celiaci? Oltre 73mila persone rimangono escluse. Nonostante le raccomandazioni del Ministero della Salute indichino la priorità di somministrazione del vaccino contro il Covid-19 per i pazienti affetti da celiachia, e senza limiti di età, ogni regione decide per sé e solo dieci di queste si adeguano alle linee guida. Anche l’Aic (associazione italiana celiachia) denuncia la disparità di trattamento tra pazienti.

Perché è accaduto?

Sono del 10 marzo scorso le raccomandazioni del Ministero della Salute che fanno rientrare nella categoria 4, tabella 3, alcune aree di patologie che debbano avere accesso prioritario alla somministrazione del vaccino. Tra queste la celiachia che rientra nelle “malattie autoimmuni/immunodeficienze primitive”. Ma dal momento che la celiachia non è chiaramente esplicitata, si è creato un cortocircuito che ha portato ogni regione a valutare da sé.

Il risultato? Solo dieci regioni hanno incluso il codice di esenzione della celiachia (059) tra quelli che hanno accesso prioritario alla vaccinazione. Stiamo parlando di Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia e Trentino Alto Adige.

Le segnalazioni di Aic

L’Aic si è fatta avanti e ha inviato alle amministrazioni regionali una richiesta di chiarimento. “Molte Regioni non hanno nemmeno risposto alle nostre sollecitazioni, altre rispondono di non ritenere la celiachia compresa nelle aree delle patologie inserite nella tabella del Ministero della Salute”. E aggiunge: “La tutela dei pazienti non può dipendere dalla propria residenza. Questo è sbagliato”.

Il quadro della situazione

In buona sostanza, se consideriamo che i celiaci diagnosticati in Italia sono 225.418, solo a 99.291 di loro è stato somministrato il vaccino contro il Covid-19 con priorità; gli altri 73.543 sono rimasti fuori. Quasi la metà.

E adesso?

Adesso tutte le Regioni sono state invitate ad aprire le procedure. È fondamentale che il trattamento vaccinale per la medesima patologia sia uniforme su tutto il territorio nazionale.

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