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12 Mar 2021

Diagnosi di celiachia? Niente panico, basta organizzarsi

Nonostante la celiachia sia una patologia sempre più diffusa e conosciuta rispetto al passato, la sua diagnosi fa ancora molto spavento. Ma niente panico, basta un po’ di organizzazione.

La diagnosi di celiachia fa sempre un po’ spavento. La domanda che sorge spontanea sin da subito, nonostante ormai si conoscano tutte le risposte al riguardo è: “e adesso cosa mi mangio?”. In realtà oggi essere celiaco, al di là della scocciatura, non è un enorme problema. Esistono infatti innumerevoli prodotti sul mercato, di buona qualità e anche di buon gusto. In tal senso negli anni sono stati fatti passi da gigante, al punto che spesso diventa persino difficile distinguere se un prodotto sia con o senza glutine. Gli stessi supermercati, oltre che le farmacie, presentano una scelta sempre più vasta di prodotti gluten free.

Diverso è mangiare fuori casa. I locali e i ristoranti che si dedicano alla cucina senza glutine sono in aumento ma in giro c’è ancora molta diseducazione e spesso il rischio di contaminazione è alto. Convivere con questa patologia fuori dalle mura domestiche continua ad essere oggettivamente limitante e a destare una certa preoccupazione.

La diagnosi di celiachia porta disagio e la mancanza della “normalità”

Non ci dimentichiamo che viviamo nel Paese dalla tradizione culinaria per eccellenza. Noi italiani abbiamo con il cibo un rapporto estremamente intimo. Tanto da inserirlo con estrema frequenza in ogni evento sociale: mangiamo quando c’è qualcosa da festeggiare, mangiamo per trascorrere del tempo insieme, mangiamo per parlare di lavoro. Intorno alla tavola facciamo proprio tutto, è tradizione.

Tutto questo non fa che recare spavento e disagio in chi ha ricevuto una diagnosi di celiachia. Tutti i momenti di grande cambiamento ci scombussolano e spesso ci stravolgono le abitudini. E la variazione di una dieta alimentare fa senz’altro parte dei grandi cambiamenti, rappresentando un gran bel pezzo della nostra vita. Per questo capita di sentirsi discriminati, esclusi o diversi perché non si ha più la stessa libertà di scegliere. Spesso si sente la mancanza della “normalità”. Quello che è importante capire è che tutto ciò è normale e soprattutto che, dopo un primo momento di sconvolgimento, basta un po’ di organizzazione per prendere in mano la situazione senza grosse difficoltà.

La prima cosa da fare dopo una diagnosi di celiachia è informarsi

Il vero scoglio è quello dei primi tempi in cui c’è bisogno di capire con chiarezza quali alimenti possiamo mangiare e serve prenderci la mano. A un certo punto, vedrete, null’altro diventa che un’abitudine, come tante altre, come per esempio per una classica allergia.

Un suggerimento: informatevi con precisione ed esattezza, andate sempre alla ricerca di fonti sicure e autorevoli, non di voci per sentito dire, purtroppo ne circolano moltissime e rischiano di portarvi fuori strada e di farvi commettere degli errori. Una fonte autorevole per eccellenza è sicuramente l’AIC (Associazione Italiana Celiachia). Qui troverete qualsiasi informazione utile, a partire dall’elenco completo e dettagliato di quali alimenti potete mangiare e quali invece dovete evitare.

La soluzione perfetta dopo la diagnosi di celiachia è una buona organizzazione

Niente panico, organizzarsi è possibile. Basta modificare leggermente le proprie abitudini e adattarsi al nuovo stile di vita che, come tutte le cose nuove, ha bisogno di qualche linea guida iniziale che con il tempo entrerà a far parte della consuetudine.

Per prima cosa è sempre utile andare in giro con qualcosa da mangiare con sé, una sorta di “kit di sopravvivenza”, soprattutto quando si è in viaggio. Non bisogna mai farsi trovare impreparati. Si possono portare con sé piccoli snack come cracker di riso, gallette, tarallini senza gutine, oppure parmigiano in pezzi, frutta secca o disidratata, o anche delle barrette energetiche gluten free.

Altro escamotage spesso adottato da chi è celiaco è quello di mangiare qualcosina prima di uscire per un appuntamento, per esempio prima di andare ad un aperitivo dove tendenzialmente ci sarà qualcosa che si potrà mangiare e qualcosa no.

Non rinunciate a mangiare fuori

Chi è celiaco o intollerante al glutine non deve rinunciare a mangiare fuori. È sufficiente qualche accorgimento prima di andare.

La regola numero uno è: informatevi di persona. Chiamate personalmente il ristorante dove voi e il vostro gruppo avete deciso di andare a mangiare, per assicurarvi che effettivamente nel locale si possano ordinare piatti senza glutine. Insistete, siate chiari, soprattutto per il rischio di contaminazioni dovute alla preparazione in comune di alimenti con e senza glutine. Deve essere tutto rigorosamente separato.

In ogni caso, prima di decidere il locale dove andare a mangiare, può essere utile consultare siti ad hoc per individuare i locali giusti, per esempio i siti delle associazioni per la celiachia.

Imparate a chiedere, senza sentirvi di troppo

Tutto quanto elencato finora è senz’altro molto giusto. Ma c’è una cosa da capire ancor prima di tutto questo: dovete imparare a chiedere e a pretendere quando è possibile. Con calma e pazienza si potranno “educare” gli altri alla vostra nuova abitudine alimentare. Non sempre troverete persone interessate e che sappiano dare al vostro “problema” la giusta importanza. Vi capiteranno ristoratori e amici che sottovaluteranno la situazione. Ma troverete anche tante persone sensibili, che vi aiuteranno come possono, vi metteranno in condizioni di agio e vi sosterranno. E infine troverete, non dimenticatelo, persone nella vostra stessa situazione.

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